Le creazioni di Hospites Teatro nascono da un lavoro d’ensemble che trasforma il training dell’attore in linguaggio scenico. La compagnia indaga la relazione fra corpo, voce e ritmo come sorgente di drammaturgia, facendo del gesto e della parola una partitura condivisa, mai definitiva.
Il teatro è concepito come spazio d’incontro — fra lingue, culture, biografie e tensioni sociali — in cui l’attore diventa mediatore di presenze e di memorie. Le lingue del repertorio, dall’italiano al dialetto, dal portoghese al canto popolare, non sono strumenti espressivi ma materiali vivi: articolazioni di un immaginario collettivo che si ricompone ogni volta sulla scena.
Le produzioni di Hospites Teatro si collocano all’incrocio tra realismo e astrazione, gioco e indagine antropologica.
La Cena (2019) esplora la ritualità del convivio e la fragilità delle relazioni sociali;
O Jantar Brasiliano (2024) ne rinnova la partitura in chiave interculturale, fondendo idiomi e ritmi del Brasile con la tradizione italiana;
La Concertante (2025) prosegue la ricerca su voce e coralità, intrecciando memorie territoriali, contaminazioni sonore e drammaturgia del canto.
Attraverso questi percorsi, la compagnia costruisce un teatro fisico e musicale, dove la precisione dell’allenamento incontra la libertà dell’improvvisazione, e dove la scena diventa un organismo vivo capace di riflettere le dinamiche, i conflitti e le possibilità del convivere umano.
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